© Centro Studi sull'Etnodramma

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PROGRAMMA  Il documentario vincitore dell'11esima edizione dell'Etnofilmfest è: Punishment Island di Laura Cini Attraverso una narrazione impeccabile, tecnicamente ricercata e sapiente, la regista ci trasporta in un luogo remoto dell’Uganda, aprendo uno spaccato su un mondo di cui poco si sapeva. Le toccanti testimonianze delle tre sopravvissute ad un atroce destino hanno il merito di portare nuova luce sulla drammatica condizione femminile in questa regione africana. Sinossi: La storia dell'isola ugandese di Akampene viene raccontata come una leggenda per cui le donne che restavano incinte prima del matrimonio venivano abbandonate a morire di stenti. Ma Mauda, Jenerasi e Grace, tre sopravvissute, racconteranno la loro storia vera per la prima volta. Menzione speciale per: Mamma Vita Mia di Giuseppe di Vaio Una regia incredibilmente coraggiosa riesce a portarci all’interno del mondo criminale napoletano, dando la parola ad alcuni fra i banditi più feroci del dopo guerra. Attraverso le loro dirette e crude testimonianze emerge un quadro complesso ed emblematico dell’arte del tatuaggio. Sinossi: E’ un film documentario su uno dei fenomeni che più ha influenzato la società negli ultimi 50 anni, 'arte del tatuaggio. Un viaggio introspettivo attraverso la cultura dei tattoo, in una leggendaria Napoli,che punta a rivelare le origini criminali del fenomeno e la direzione psicosociale verso cui esso è diretto. Uno spaccato contemporaneo tra il messaggio visivo/criminale dello scorso secolo e la metamorfosi sociale/riabilitativa che il tatuaggio ha visto oggi. Un film che racconta attraverso le storie di alcuni dei banditi più feroci del dopo guerra, i motivi oscuri che hanno spinto Napoli a diventare tra le città con il più alto tasso di esseri umani tatuati al Mondo, e che allo stesso tempo mostra l’evoluzione del fenomeno attraverso gli occhi di due teenager. Mamma vita mia -titolo del film- prende spunto dal più celebre e diffuso di tutti tatuaggi “M.V.M”
PROGRAMMA  Il documentario vincitore dell'11esima edizione dell'Etnofilmfest è: Punishment Island di Laura Cini Attraverso una narrazione impeccabile, tecnicamente ricercata e sapiente, la regista ci trasporta in un luogo remoto dell’Uganda, aprendo uno spaccato su un mondo di cui poco si sapeva. Le toccanti testimonianze delle tre sopravvissute ad un atroce destino hanno il merito di portare nuova luce sulla drammatica condizione femminile in questa regione africana. Sinossi: La storia dell'isola ugandese di Akampene viene raccontata come una leggenda per cui le donne che restavano incinte prima del matrimonio venivano abbandonate a morire di stenti. Ma Mauda, Jenerasi e Grace, tre sopravvissute, racconteranno la loro storia vera per la prima volta. Menzione speciale per: Mamma Vita Mia di Giuseppe di Vaio Una regia incredibilmente coraggiosa riesce a portarci all’interno del mondo criminale napoletano, dando la parola ad alcuni fra i banditi più feroci del dopo guerra. Attraverso le loro dirette e crude testimonianze emerge un quadro complesso ed emblematico dell’arte del tatuaggio. Sinossi: E’ un film documentario su uno dei fenomeni che più ha influenzato la società negli ultimi 50 anni, 'arte del tatuaggio. Un viaggio introspettivo attraverso la cultura dei tattoo, in una leggendaria Napoli,che punta a rivelare le origini criminali del fenomeno e la direzione psicosociale verso cui esso è diretto. Uno spaccato contemporaneo tra il messaggio visivo/criminale dello scorso secolo e la metamorfosi sociale/riabilitativa che il tatuaggio ha visto oggi. Un film che racconta attraverso le storie di alcuni dei banditi più feroci del dopo guerra, i motivi oscuri che hanno spinto Napoli a diventare tra le città con il più alto tasso di esseri umani tatuati al Mondo, e che allo stesso tempo mostra l’evoluzione del fenomeno attraverso gli occhi di due teenager. Mamma vita mia -titolo del film- prende spunto dal più celebre e diffuso di tutti tatuaggi “M.V.M”
PROGRAMMA  Il documentario vincitore dell'11esima edizione dell'Etnofilmfest è: Punishment Island di Laura Cini Attraverso una narrazione impeccabile, tecnicamente ricercata e sapiente, la regista ci trasporta in un luogo remoto dell’Uganda, aprendo uno spaccato su un mondo di cui poco si sapeva. Le toccanti testimonianze delle tre sopravvissute ad un atroce destino hanno il merito di portare nuova luce sulla drammatica condizione femminile in questa regione africana. Sinossi: La storia dell'isola ugandese di Akampene viene raccontata come una leggenda per cui le donne che restavano incinte prima del matrimonio venivano abbandonate a morire di stenti. Ma Mauda, Jenerasi e Grace, tre sopravvissute, racconteranno la loro storia vera per la prima volta. Menzione speciale per: Mamma Vita Mia di Giuseppe di Vaio Una regia incredibilmente coraggiosa riesce a portarci all’interno del mondo criminale napoletano, dando la parola ad alcuni fra i banditi più feroci del dopo guerra. Attraverso le loro dirette e crude testimonianze emerge un quadro complesso ed emblematico dell’arte del tatuaggio. Sinossi: E’ un film documentario su uno dei fenomeni che più ha influenzato la società negli ultimi 50 anni, 'arte del tatuaggio. Un viaggio introspettivo attraverso la cultura dei tattoo, in una leggendaria Napoli,che punta a rivelare le origini criminali del fenomeno e la direzione psicosociale verso cui esso è diretto. Uno spaccato contemporaneo tra il messaggio visivo/criminale dello scorso secolo e la metamorfosi sociale/riabilitativa che il tatuaggio ha visto oggi. Un film che racconta attraverso le storie di alcuni dei banditi più feroci del dopo guerra, i motivi oscuri che hanno spinto Napoli a diventare tra le città con il più alto tasso di esseri umani tatuati al Mondo, e che allo stesso tempo mostra l’evoluzione del fenomeno attraverso gli occhi di due teenager. Mamma vita mia -titolo del film- prende spunto dal più celebre e diffuso di tutti tatuaggi “M.V.M”
PROGRAMMA  Il documentario vincitore dell'11esima edizione dell'Etnofilmfest è: Punishment Island di Laura Cini Attraverso una narrazione impeccabile, tecnicamente ricercata e sapiente, la regista ci trasporta in un luogo remoto dell’Uganda, aprendo uno spaccato su un mondo di cui poco si sapeva. Le toccanti testimonianze delle tre sopravvissute ad un atroce destino hanno il merito di portare nuova luce sulla drammatica condizione femminile in questa regione africana. Sinossi: La storia dell'isola ugandese di Akampene viene raccontata come una leggenda per cui le donne che restavano incinte prima del matrimonio venivano abbandonate a morire di stenti. Ma Mauda, Jenerasi e Grace, tre sopravvissute, racconteranno la loro storia vera per la prima volta. Menzione speciale per: Mamma Vita Mia di Giuseppe di Vaio Una regia incredibilmente coraggiosa riesce a portarci all’interno del mondo criminale napoletano, dando la parola ad alcuni fra i banditi più feroci del dopo guerra. Attraverso le loro dirette e crude testimonianze emerge un quadro complesso ed emblematico dell’arte del tatuaggio. Sinossi: E’ un film documentario su uno dei fenomeni che più ha influenzato la società negli ultimi 50 anni, 'arte del tatuaggio. Un viaggio introspettivo attraverso la cultura dei tattoo, in una leggendaria Napoli,che punta a rivelare le origini criminali del fenomeno e la direzione psicosociale verso cui esso è diretto. Uno spaccato contemporaneo tra il messaggio visivo/criminale dello scorso secolo e la metamorfosi sociale/riabilitativa che il tatuaggio ha visto oggi. Un film che racconta attraverso le storie di alcuni dei banditi più feroci del dopo guerra, i motivi oscuri che hanno spinto Napoli a diventare tra le città con il più alto tasso di esseri umani tatuati al Mondo, e che allo stesso tempo mostra l’evoluzione del fenomeno attraverso gli occhi di due teenager. Mamma vita mia -titolo del film- prende spunto dal più celebre e diffuso di tutti tatuaggi “M.V.M”