etnodramma

antropologia dell'esperienza - vista, udito, gusto, tatto, olfatto

diretto da Fabio Gemo

Home

OperaKANTIKA

Contatti

Etnodramma

ETNOFILM

ETNOFILMfest

11. MOSTRA DEL CINEMA DOCUMENTARIO ETNOGRAFICO

Venerdì 1 giugno, ore 21.30 - Villa Duodo

(auditorium Kennedy in caso di pioggia)

FERNANDO ARRABAL
SPETTACOLO TEATRALE PREGHIERA di Fernando Arrabal ideato, diretto e interpretato da Fabio Gemo e Viviana Piccolo PREGHIERA è stata scritta nel 1957 e riflette la noia di una coppia ingenua che ha appena assassinato il loro figlio. Progettano di assumere i precetti etici della Bibbia. Arrivano all'enorme apatia della vita e, per dargli una ragione, si appoggiano alle Sacre Scritture per trovare un contenuto per una vita piena di azioni fatue e, quindi, distinguere un motivo per l'apprendimento del trascendente. Le opere di Fernando Arrabal hanno sempre ruotato attorno al dubbio metafisico su quale sia la convenienza delle forme etiche o pratiche cercando il messaggio di ciò che cerchiamo, come il contenuto delle utopie, come unica ragione per andare avanti. ﷯ Fabio Gemo Antropologo, documentarista, attore e regista, fondatore del Centro Studi sull’Etnodramma si occupa di antropologia applicata al cinema e al teatro. Sin dal 1988 ha compiuto frequenti viaggi di ricerca in Messico, Norvegia, Cuba, Ecuador, Colombia, Canada e India, collaborando con diversi centri teatrali sul teatro rituale e d’innovazione. Studioso di sciamanismo e di tecniche dell’estasi, è direttore artistico dell’ETNOFILMfest, mostra del cinema documentario etnografico e di ETNOFILM – Scuola di Cinema Documentario Etnografico. ﷯ Viviana Piccolo Attrice e regista , laureata in Filosofia , studiosa delle sperimentazioni vocali e degli Stati di trascendenza e meditazione, insegnante di teatro. Ha lavorato al Teatro stabile d'Abruzzo con il regista Claudio Di Scanno. Tra i suoi lavori più importanti si segnalano le collaborazioni con varie Università italiane assieme al Maestro Fernando Arrabal mettendo in scena due suoi testi teatrali ( Fando e Lis e Il Castello dei Clandestini). Con lo scrittore Rocco Familiari ha messo in scena una sua drammaturgia (Ritratto di spalle) per il teatro stabile di Messina. Ha lavorato con il regista Leone d'Oro Krizstof Zanussi. a seguire incontro CUERPO Y ALMA EN ORACIÓN con FERNANDO ARRABAL drammaturgo, saggista, regista, sceneggiatore, poeta, scrittore, pittore Fernando Arrabal, drammaturgo, poeta e regista cinematografico spagnolo (n. Melilla, Marocco spagnolo, 1932). Segnalatosi giovanissimo a Madrid con due lavori teatrali, Los soldados e Los hombres del triciclo, si trasferì a Parigi nel 1954, dove finì per stabilirsi. Della sua copiosa produzione teatrale va ricordato Le cimitière des voitures (1958; trasposizione nel film omonimo del 1983), messo in scena nel '66 da V. García, che fuse in un unico spettacolo altri testi di A. come Oraison, Les Deux Bourreaux, La Communion solennelle. Tra il 1960 e il '62 fondò assieme a A. Jodorowsky e R. Topor il Movimento Panico. Critico del surrealismo e tipico rappresentante della neoavanguardia degli anni '60, Arrabal si interessò ben presto al cinema come mezzo particolarmente idoneo alla libera espressione delle ossessioni personali. Realizzò la sua prima regia con ... Et ils passèrent des menottes aux fleures (1969), seguita da Viva la muerte (1970; tratto da un suo romanzo autobiografico del 1959, Baal Babylone), nel quale rievoca, in un alternarsi di realismo crudele e di allucinazione, la guerra civile, la tragica morte del padre e la figura della madre. Dopo questo film, che resta la sua prova più convincente, girò J'irai comme un cheval fou (1974). Con L'arbre de Guernica (1976) A. è ritornato sul tema della guerra civile.

Sabato 2 giugno, ore 21.30 - Villa Duodo

(auditorium Kennedy in caso di pioggia)

Sainkho Namtchylak e Mauro Tiberi duo

VOICE SPIRIT OF NOMADS

concerto

Sainkho è una leggenda vivente della voce. Quando già nei primi anni 90 approdò in occidente da Tuva, una repubblica confinante con la vicina Siberia e con la Mongolia( il cui patrimonio vocale è unico al mondo per l’uso a tratti dolce e melodico della voce e a tratti per le sonorità estreme che questi cantori riescono a produrre dalle loro corde vocali). Da allora ha iniziato ad avere collaborazioni con musicisti dell’area della sperimentazione e del jazz sia in Europa, sia negli stati uniti. La discografia di Sainkho spazia dal repertorio per sola voce, al jazz d’avanguardia,  fino a contaminazioni con la moderna musica elettronica ed è grazie a questa sua poliedricità che è conosciuta in tutto il mondo.  In questo Concerto Sainkho accompagnata dal cantore armonico e polistrumentista Mauro Tiberi ci porterà all’interno dell’universo voce in una trasversalità che attraversa la musica sciamanica e arcaica fino alla contaminazione con i suoni elettronici delle grandi metropoli del mondo.

 

Sainkho Namtchylak: voce

Mauro Tiberi: voce, basso e live electronics

 

Sainko Namtchylak è nata in un villaggio della repubblica ex sovietica di Tuva, nella Siberia meridionale, vicino al confine con la Mongolia. Entrambi i genitori erano insegnanti. Ha studiato musica al conservatorio locale e ha completato gli studi a Mosca, diplomandosi in canto all'Istituto Gnesinskij.

Ha studiato inoltre le tradizioni siberiane lamaiste e sciamaniche, così come gli stili Tuvani di canto armonico. Ha esordito come cantante folk con il Tuvan State Folk Ensemble, poi ha cominciato a farsi conoscere all'estero con canzoni proprie raccolte sotto il titolo "Out of Tuva".

Nel 1988 Sainkho ha iniziato a lavorare con altri musicisti in Unione Sovietica, cercando di fondere le tradizioni etniche di Tuva con uno stile moderno e sperimentale,suscitando l'attenzione della stampa occidentale per l'incredibile virtuosismo vocale e l'aspetto esotico.

 

Mauro Tiberi musicista, polistrumentista e ricercatore vocale, studioso e praticante di canto difonico (canto armonico), vocalità sacra orientale (canto bizantino), di canto indiano negli stili dhrupad, kyal e qawwali, più altri stili antichi di canto indoeuropeo.  Organizzatore di concerti e formatore di gruppi di studio su argomenti che vanno dalla musica, alla filosofia della musica e di tecniche vocali per lo sviluppo psicofisico della persona. Musicista trasversale, svolge attività concertistiche che vanno dalla musica sacra alla musica antica fino alle più moderne sperimentazioni musicali. Da oltre 10 anni ha ideato e conduce la rassegna I Canti Misterici nella basilica di San Giorgio al Velabro a Roma. Come cantore ha tenuto meditazioni e concerti sul canto sacro d’Oriente. Ha collaborato con musicisti internazionali come Michiko Hirayama, Markus, Stockhausen, Saynko Namtchilack, Jamaaladeen Tacuma, Nicola Alesini e molti altri musicisti italiani del jazz e della musica classica.

 

 

 

Domenica 3 giugno, dalle ore 16.00 alle 19.00 - Piazza Mazzini

Body Art Performance SPECIAL EFECTS tra bodypainting e cinema

in collaborazione con l’evento italiano di effetti speciali  EffectUs Event (Roma) e con il laboratorio Baburka Production Factory

 

Reinventare l'identità dei corpi trasformandoli grazie al colore, all'applicazione di protesi, di posticci che spingano "oltre" la normale dimensione della fisicità umana. La body art è per prima cosa un omaggio a questa fisicità, una celebrazione rituale che mette al centro il corpo, in tutte le sue declinazioni, come mezzo espressivo potente, sacro e profano allo stesso tempo, capace di trasmettere significati ancestrali e di scardinare i tanti tabù legati al rapporto con esso. È un gioco che permette di guardare se stessi grazie al meraviglioso è terribile specchio che è il corpo degli altri, trasformato e di volta in volta trionfante o mortificato nell'atto performativo che è metterlo in scena, e di stupirsi nella riscoperta dei propri sensi, le soglie che abbiamo verso il mondo, concentrandosi sull'ascolto attento delle proprie sensazioni.

 

a cura di

Arianna Ferrazin, creatrice di effetti speciali, trucco prostetico, teatrale, cinematografico e bodypainting

 

 

Domenica 3 giugno, ore 21.30 - Parco Buzzaccarini

BLOODY CIRKUS COCHAPLAGUE

Capa-cocha, l’antico rituale Inca che prevedeva il sacrificio umano. Legato a una concezione antica e specificatamente culturale di vita e di morte.

La peste nera (plague, in inglese), la morte in Europa, e dell’Europa che precede e consente un nuovo inizio: il Rinascimento. I due atti dello spettacolo affrontano i temi del sacrificio del corpo e della morte della pelle, mediante un rilettura neoprimitivista e richiamando i motivi religiosi e politici che sottendono le pratiche del corpo, i suoi rituali e le sue interpretazioni.

Lo spettacolo è un vorticoso e onirico viaggio in due storie e due geografie della percezione del corpo, della malattia e della pelle.

 

Performance del Bloody Cirkus

con Ezio Pertugio, Ingrid Morselli e Fabio Cappa. Scritta dall’antropologo visuale Simone Bardi.

 

Bloody Cirkus, fondato da Nicola Cinalli, docente di antropologia culturale presso la facoltà di Roma3, ricercatore presso l'Università cattolica di Lima e la U.B. Di Barcellona, nasce ufficialmente il 24 giugno 2006 ed adotta nel luglio 2006, come principale collaboratore, Ezio Gaudio. Attraverso lo spettacolo e la performance, Bloody Cirkus si ripropone di rappresentare scene di vita quotidiana, dove la sofferenza è causata del sopruso, dall’odio e dal non rispetto, dove emergono quei sentimenti che lacerano ogni uomo nell’animo, e quegli stessi sentimenti vengono marcati ed evidenziati dal sangue delle ferite che i personaggi, di volta in volta, si procurano sul proprio corpo. E’ così che il corpo stesso diventa il simbolo del non se, quel corpo che tanto nutriamo e addobbiamo viene esposto alla mercé di tutti, e diventa un pezzo di carta scritto con il sangue per tutti, un pezzo di carne pronto a donarsi a chi è di fronte. Il corpo nella sua individualità è causa di molti mali. Noi invece lo rendiamo sacrificale e lo doniamo come amore ed unione, diventa insieme messaggio e dono. Più della stessa vita non si può donare e noi, di volta in volta, doniamo questo a chi ci osserva, a chi ci ascolta e a chi si nutre dei nostri spettacoli. Bloody Circus vuole solo rappresentare che l’odio si cura con l’amore e con l’unione di tutti.

 

spettacolo adatto ad un pubblico adulto

 

 

 

© Centro Studi sull'Etnodramma

via M. Carboni 17/1 - 35043 Monselice, Italia

P.IVA 03625200286

FERNANDO ARRABAL
SPETTACOLO TEATRALE PREGHIERA di Fernando Arrabal ideato, diretto e interpretato da Fabio Gemo e Viviana Piccolo PREGHIERA è stata scritta nel 1957 e riflette la noia di una coppia ingenua che ha appena assassinato il loro figlio. Progettano di assumere i precetti etici della Bibbia. Arrivano all'enorme apatia della vita e, per dargli una ragione, si appoggiano alle Sacre Scritture per trovare un contenuto per una vita piena di azioni fatue e, quindi, distinguere un motivo per l'apprendimento del trascendente. Le opere di Fernando Arrabal hanno sempre ruotato attorno al dubbio metafisico su quale sia la convenienza delle forme etiche o pratiche cercando il messaggio di ciò che cerchiamo, come il contenuto delle utopie, come unica ragione per andare avanti. ﷯ Fabio Gemo Antropologo, documentarista, attore e regista, fondatore del Centro Studi sull’Etnodramma si occupa di antropologia applicata al cinema e al teatro. Sin dal 1988 ha compiuto frequenti viaggi di ricerca in Messico, Norvegia, Cuba, Ecuador, Colombia, Canada e India, collaborando con diversi centri teatrali sul teatro rituale e d’innovazione. Studioso di sciamanismo e di tecniche dell’estasi, è direttore artistico dell’ETNOFILMfest, mostra del cinema documentario etnografico e di ETNOFILM – Scuola di Cinema Documentario Etnografico. ﷯ Viviana Piccolo Attrice e regista , laureata in Filosofia , studiosa delle sperimentazioni vocali e degli Stati di trascendenza e meditazione, insegnante di teatro. Ha lavorato al Teatro stabile d'Abruzzo con il regista Claudio Di Scanno. Tra i suoi lavori più importanti si segnalano le collaborazioni con varie Università italiane assieme al Maestro Fernando Arrabal mettendo in scena due suoi testi teatrali ( Fando e Lis e Il Castello dei Clandestini). Con lo scrittore Rocco Familiari ha messo in scena una sua drammaturgia (Ritratto di spalle) per il teatro stabile di Messina. Ha lavorato con il regista Leone d'Oro Krizstof Zanussi. a seguire incontro CUERPO Y ALMA EN ORACIÓN con FERNANDO ARRABAL drammaturgo, saggista, regista, sceneggiatore, poeta, scrittore, pittore Fernando Arrabal, drammaturgo, poeta e regista cinematografico spagnolo (n. Melilla, Marocco spagnolo, 1932). Segnalatosi giovanissimo a Madrid con due lavori teatrali, Los soldados e Los hombres del triciclo, si trasferì a Parigi nel 1954, dove finì per stabilirsi. Della sua copiosa produzione teatrale va ricordato Le cimitière des voitures (1958; trasposizione nel film omonimo del 1983), messo in scena nel '66 da V. García, che fuse in un unico spettacolo altri testi di A. come Oraison, Les Deux Bourreaux, La Communion solennelle. Tra il 1960 e il '62 fondò assieme a A. Jodorowsky e R. Topor il Movimento Panico. Critico del surrealismo e tipico rappresentante della neoavanguardia degli anni '60, Arrabal si interessò ben presto al cinema come mezzo particolarmente idoneo alla libera espressione delle ossessioni personali. Realizzò la sua prima regia con ... Et ils passèrent des menottes aux fleures (1969), seguita da Viva la muerte (1970; tratto da un suo romanzo autobiografico del 1959, Baal Babylone), nel quale rievoca, in un alternarsi di realismo crudele e di allucinazione, la guerra civile, la tragica morte del padre e la figura della madre. Dopo questo film, che resta la sua prova più convincente, girò J'irai comme un cheval fou (1974). Con L'arbre de Guernica (1976) A. è ritornato sul tema della guerra civile. Sainkho Namtchylak e Mauro Tiberi duo
Body Art Performance SPECIAL EFECTS tra bodypainting e cinema
BLOODY CIRKUS COCHAPLAGUE
FERNANDO ARRABAL
SPETTACOLO TEATRALE PREGHIERA di Fernando Arrabal ideato, diretto e interpretato da Fabio Gemo e Viviana Piccolo PREGHIERA è stata scritta nel 1957 e riflette la noia di una coppia ingenua che ha appena assassinato il loro figlio. Progettano di assumere i precetti etici della Bibbia. Arrivano all'enorme apatia della vita e, per dargli una ragione, si appoggiano alle Sacre Scritture per trovare un contenuto per una vita piena di azioni fatue e, quindi, distinguere un motivo per l'apprendimento del trascendente. Le opere di Fernando Arrabal hanno sempre ruotato attorno al dubbio metafisico su quale sia la convenienza delle forme etiche o pratiche cercando il messaggio di ciò che cerchiamo, come il contenuto delle utopie, come unica ragione per andare avanti. ﷯ Fabio Gemo Antropologo, documentarista, attore e regista, fondatore del Centro Studi sull’Etnodramma si occupa di antropologia applicata al cinema e al teatro. Sin dal 1988 ha compiuto frequenti viaggi di ricerca in Messico, Norvegia, Cuba, Ecuador, Colombia, Canada e India, collaborando con diversi centri teatrali sul teatro rituale e d’innovazione. Studioso di sciamanismo e di tecniche dell’estasi, è direttore artistico dell’ETNOFILMfest, mostra del cinema documentario etnografico e di ETNOFILM – Scuola di Cinema Documentario Etnografico. ﷯ Viviana Piccolo Attrice e regista , laureata in Filosofia , studiosa delle sperimentazioni vocali e degli Stati di trascendenza e meditazione, insegnante di teatro. Ha lavorato al Teatro stabile d'Abruzzo con il regista Claudio Di Scanno. Tra i suoi lavori più importanti si segnalano le collaborazioni con varie Università italiane assieme al Maestro Fernando Arrabal mettendo in scena due suoi testi teatrali ( Fando e Lis e Il Castello dei Clandestini). Con lo scrittore Rocco Familiari ha messo in scena una sua drammaturgia (Ritratto di spalle) per il teatro stabile di Messina. Ha lavorato con il regista Leone d'Oro Krizstof Zanussi. a seguire incontro CUERPO Y ALMA EN ORACIÓN con FERNANDO ARRABAL drammaturgo, saggista, regista, sceneggiatore, poeta, scrittore, pittore Fernando Arrabal, drammaturgo, poeta e regista cinematografico spagnolo (n. Melilla, Marocco spagnolo, 1932). Segnalatosi giovanissimo a Madrid con due lavori teatrali, Los soldados e Los hombres del triciclo, si trasferì a Parigi nel 1954, dove finì per stabilirsi. Della sua copiosa produzione teatrale va ricordato Le cimitière des voitures (1958; trasposizione nel film omonimo del 1983), messo in scena nel '66 da V. García, che fuse in un unico spettacolo altri testi di A. come Oraison, Les Deux Bourreaux, La Communion solennelle. Tra il 1960 e il '62 fondò assieme a A. Jodorowsky e R. Topor il Movimento Panico. Critico del surrealismo e tipico rappresentante della neoavanguardia degli anni '60, Arrabal si interessò ben presto al cinema come mezzo particolarmente idoneo alla libera espressione delle ossessioni personali. Realizzò la sua prima regia con ... Et ils passèrent des menottes aux fleures (1969), seguita da Viva la muerte (1970; tratto da un suo romanzo autobiografico del 1959, Baal Babylone), nel quale rievoca, in un alternarsi di realismo crudele e di allucinazione, la guerra civile, la tragica morte del padre e la figura della madre. Dopo questo film, che resta la sua prova più convincente, girò J'irai comme un cheval fou (1974). Con L'arbre de Guernica (1976) A. è ritornato sul tema della guerra civile. Sainkho Namtchylak e Mauro Tiberi duo
Body Art Performance SPECIAL EFECTS tra bodypainting e cinema
BLOODY CIRKUS COCHAPLAGUE
FERNANDO ARRABAL
SPETTACOLO TEATRALE PREGHIERA di Fernando Arrabal ideato, diretto e interpretato da Fabio Gemo e Viviana Piccolo PREGHIERA è stata scritta nel 1957 e riflette la noia di una coppia ingenua che ha appena assassinato il loro figlio. Progettano di assumere i precetti etici della Bibbia. Arrivano all'enorme apatia della vita e, per dargli una ragione, si appoggiano alle Sacre Scritture per trovare un contenuto per una vita piena di azioni fatue e, quindi, distinguere un motivo per l'apprendimento del trascendente. Le opere di Fernando Arrabal hanno sempre ruotato attorno al dubbio metafisico su quale sia la convenienza delle forme etiche o pratiche cercando il messaggio di ciò che cerchiamo, come il contenuto delle utopie, come unica ragione per andare avanti. ﷯ Fabio Gemo Antropologo, documentarista, attore e regista, fondatore del Centro Studi sull’Etnodramma si occupa di antropologia applicata al cinema e al teatro. Sin dal 1988 ha compiuto frequenti viaggi di ricerca in Messico, Norvegia, Cuba, Ecuador, Colombia, Canada e India, collaborando con diversi centri teatrali sul teatro rituale e d’innovazione. Studioso di sciamanismo e di tecniche dell’estasi, è direttore artistico dell’ETNOFILMfest, mostra del cinema documentario etnografico e di ETNOFILM – Scuola di Cinema Documentario Etnografico. ﷯ Viviana Piccolo Attrice e regista , laureata in Filosofia , studiosa delle sperimentazioni vocali e degli Stati di trascendenza e meditazione, insegnante di teatro. Ha lavorato al Teatro stabile d'Abruzzo con il regista Claudio Di Scanno. Tra i suoi lavori più importanti si segnalano le collaborazioni con varie Università italiane assieme al Maestro Fernando Arrabal mettendo in scena due suoi testi teatrali ( Fando e Lis e Il Castello dei Clandestini). Con lo scrittore Rocco Familiari ha messo in scena una sua drammaturgia (Ritratto di spalle) per il teatro stabile di Messina. Ha lavorato con il regista Leone d'Oro Krizstof Zanussi. a seguire incontro CUERPO Y ALMA EN ORACIÓN con FERNANDO ARRABAL drammaturgo, saggista, regista, sceneggiatore, poeta, scrittore, pittore Fernando Arrabal, drammaturgo, poeta e regista cinematografico spagnolo (n. Melilla, Marocco spagnolo, 1932). Segnalatosi giovanissimo a Madrid con due lavori teatrali, Los soldados e Los hombres del triciclo, si trasferì a Parigi nel 1954, dove finì per stabilirsi. Della sua copiosa produzione teatrale va ricordato Le cimitière des voitures (1958; trasposizione nel film omonimo del 1983), messo in scena nel '66 da V. García, che fuse in un unico spettacolo altri testi di A. come Oraison, Les Deux Bourreaux, La Communion solennelle. Tra il 1960 e il '62 fondò assieme a A. Jodorowsky e R. Topor il Movimento Panico. Critico del surrealismo e tipico rappresentante della neoavanguardia degli anni '60, Arrabal si interessò ben presto al cinema come mezzo particolarmente idoneo alla libera espressione delle ossessioni personali. Realizzò la sua prima regia con ... Et ils passèrent des menottes aux fleures (1969), seguita da Viva la muerte (1970; tratto da un suo romanzo autobiografico del 1959, Baal Babylone), nel quale rievoca, in un alternarsi di realismo crudele e di allucinazione, la guerra civile, la tragica morte del padre e la figura della madre. Dopo questo film, che resta la sua prova più convincente, girò J'irai comme un cheval fou (1974). Con L'arbre de Guernica (1976) A. è ritornato sul tema della guerra civile. Sainkho Namtchylak e Mauro Tiberi duo
Body Art Performance SPECIAL EFECTS tra bodypainting e cinema
BLOODY CIRKUS COCHAPLAGUE
FERNANDO ARRABAL
SPETTACOLO TEATRALE PREGHIERA di Fernando Arrabal ideato, diretto e interpretato da Fabio Gemo e Viviana Piccolo PREGHIERA è stata scritta nel 1957 e riflette la noia di una coppia ingenua che ha appena assassinato il loro figlio. Progettano di assumere i precetti etici della Bibbia. Arrivano all'enorme apatia della vita e, per dargli una ragione, si appoggiano alle Sacre Scritture per trovare un contenuto per una vita piena di azioni fatue e, quindi, distinguere un motivo per l'apprendimento del trascendente. Le opere di Fernando Arrabal hanno sempre ruotato attorno al dubbio metafisico su quale sia la convenienza delle forme etiche o pratiche cercando il messaggio di ciò che cerchiamo, come il contenuto delle utopie, come unica ragione per andare avanti. ﷯ Fabio Gemo Antropologo, documentarista, attore e regista, fondatore del Centro Studi sull’Etnodramma si occupa di antropologia applicata al cinema e al teatro. Sin dal 1988 ha compiuto frequenti viaggi di ricerca in Messico, Norvegia, Cuba, Ecuador, Colombia, Canada e India, collaborando con diversi centri teatrali sul teatro rituale e d’innovazione. Studioso di sciamanismo e di tecniche dell’estasi, è direttore artistico dell’ETNOFILMfest, mostra del cinema documentario etnografico e di ETNOFILM – Scuola di Cinema Documentario Etnografico. ﷯ Viviana Piccolo Attrice e regista , laureata in Filosofia , studiosa delle sperimentazioni vocali e degli Stati di trascendenza e meditazione, insegnante di teatro. Ha lavorato al Teatro stabile d'Abruzzo con il regista Claudio Di Scanno. Tra i suoi lavori più importanti si segnalano le collaborazioni con varie Università italiane assieme al Maestro Fernando Arrabal mettendo in scena due suoi testi teatrali ( Fando e Lis e Il Castello dei Clandestini). Con lo scrittore Rocco Familiari ha messo in scena una sua drammaturgia (Ritratto di spalle) per il teatro stabile di Messina. Ha lavorato con il regista Leone d'Oro Krizstof Zanussi. a seguire incontro CUERPO Y ALMA EN ORACIÓN con FERNANDO ARRABAL drammaturgo, saggista, regista, sceneggiatore, poeta, scrittore, pittore Fernando Arrabal, drammaturgo, poeta e regista cinematografico spagnolo (n. Melilla, Marocco spagnolo, 1932). Segnalatosi giovanissimo a Madrid con due lavori teatrali, Los soldados e Los hombres del triciclo, si trasferì a Parigi nel 1954, dove finì per stabilirsi. Della sua copiosa produzione teatrale va ricordato Le cimitière des voitures (1958; trasposizione nel film omonimo del 1983), messo in scena nel '66 da V. García, che fuse in un unico spettacolo altri testi di A. come Oraison, Les Deux Bourreaux, La Communion solennelle. Tra il 1960 e il '62 fondò assieme a A. Jodorowsky e R. Topor il Movimento Panico. Critico del surrealismo e tipico rappresentante della neoavanguardia degli anni '60, Arrabal si interessò ben presto al cinema come mezzo particolarmente idoneo alla libera espressione delle ossessioni personali. Realizzò la sua prima regia con ... Et ils passèrent des menottes aux fleures (1969), seguita da Viva la muerte (1970; tratto da un suo romanzo autobiografico del 1959, Baal Babylone), nel quale rievoca, in un alternarsi di realismo crudele e di allucinazione, la guerra civile, la tragica morte del padre e la figura della madre. Dopo questo film, che resta la sua prova più convincente, girò J'irai comme un cheval fou (1974). Con L'arbre de Guernica (1976) A. è ritornato sul tema della guerra civile. Sainkho Namtchylak e Mauro Tiberi duo
Body Art Performance SPECIAL EFECTS tra bodypainting e cinema
BLOODY CIRKUS COCHAPLAGUE