etnodramma

antropologia dell'esperienza - vista, udito, gusto, tatto, olfatto

diretto da Fabio Gemo

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Etnodramma

ETNOFILM

PROGRAMMA

 

La scuola di 240 ore complessive è organizzata in week-end intensivi.

 

Avrà inizio a settembre 2017 e si concluderà a maggio 2018

 

 

 

 

Si svolgerà con i seguenti orari:

il venerdì e il sabato: dalle ore 9.30 alle ore 13.30 e dalle 14.30 alle ore 18.30

la domenica: dalle ore 9.30 alle 13.30

 

Costo complessivo: 1.500 euro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si partirà da una riflessione sulla problematica del ruolo dell'immagine nel campo della ricerca nelle scienze sociali.

Si lavorerà su tre aree di criticità, relative alla produzione di significato, attraverso l'uso delle immagini e dei suoni:

- Il luogo del cineasta come soggetto per l'assunzione di un punto di vista e di una particolare attenzione.

- L'uso della fotocamera come produttore di distanza e di differenza.

- La realizzazione di un prodotto specifico derivato dal rapporto tra il lavoro di ricerca e la produzione dell'audiovisivo:

  la sua dimensione poetica, soggettiva, espressiva e di narrazione.

 

Seguiranno quindi degli incontri con dei professionisti degli aspetti tecnici della cinematografia: dall'uso della camera alla fotografia, dalla registrazione audio all'editing finale. Sarà questo il cuore pulsante della scuola. Le conoscenze tecniche spesso trascurate o poco conosciute sono infatti gli elementi portanti per la realizzazione di un buon prodotto.

Conoscere le caratteristiche dei mezzi e i risultati che ci consentono di ottenere, non sono solo un dettaglio tecnicistico. Non conoscere i propri strumenti di lavoro significa infatti esserne sopraffatti e non liberi nel farne un buon uso.

Agli allievi sarà data l'opportunità di conoscere a fondo gli strumenti che la moderna tecnologia ci mette a disposizione. Attraverso l'uso concreto di ogni parte essenziale della strumentazione si darà così allo studente quella preparazione necessaria per poter affrontare in modo autonomo tutte le varie fasi per la realizzazione di un prodotto documentario.

 

Il percorso si concluderà con la progettazione e la realizzazione, da parte di ogni allievo, di un breve documentario etnografico. Le esercitazioni sul campo verranno svolte nell'area di Monselice e dei Colli Euganei, individuando tematiche e aspetti del territorio locale che si prestino ad un percorso di ricerca etnografica. Gli studenti, suddivisi in gruppi di lavoro e guidati dai docenti, realizzeranno le riprese audiovisive avvalendosi dei mezzi messi a disposizione dalla scuola. Alla raccolta del materiale seguiranno le fasi di post produzione (montaggio audio e video) e rifinitura (color grading, mix, mastering). Il frutto di questo percorso professionalizzante sarà un prodotto filmico in grado di soddisfare i requisiti tecnici e di contenuto necessari per una distribuzione su piattaforme diversificate (sale, internet, DVD).

 

 

 

INSEGNAMENTI

 

 

METODOLOGIA DELL'ANTROPOLOGIA VISUALE e ETNODRAMMA

Metodologia applicata alla ricerca

Si definirà il tema della ricerca e l'obiettivo nell'applicazione delle tecniche audiovisive per l'elaborazione etnografica. Si affronterà l'oggetto dello studio attraverso i mezzi dell'antropologia visuale considerandoli come fonte primaria di informazione: testimonianze orali e visuali, voci e immagini della cultura.

Per la comprensione dell'oggetto di studio si utilizzeranno le caratteristiche e le possibilità tecniche a disposizione, ricordando però che l'antropologia visuale non privilegia la produzione di immagini come un obiettivo, ma si avvale di queste sviluppando al massimo le sue possibilità tecniche, retoriche, espressive e conoscitive per capire, spiegare ed interpretare l'oggetto antropologico.

 

Conoscenza dell'evento da documentare

Come antropologi visuali dobbiamo essere nell'evento e le macchine da presa debbono essere presenti e pronte per registrare tutto ciò che precedentemente è stato studiato ed analizzato. La conoscenza dell'evento, non solo da un punto di vista cronologico, ma anche della sua collocazione in quella particolare cultura, dell'organizzazione, delle sequenze, dei personaggi, dei simboli, degli spazi sacri, eviteranno situazioni di improvvisazione nel lavoro di campo.

 

Conoscenza ed integrazione della tecnica e del linguaggio audiovisivo nel lavoro etnografico

La qualità dell'immagine è determinata da una buona conoscenza tecnica del mezzo ma la concezione della stessa dipende dalla conoscenza del tema. In questo modo, conoscendo da un'ottica antropologica il tema della ricerca, si applicherà la tecnica e il linguaggio cinematografico per realizzare una rappresentazione chiara dello stesso. Nell'articolazione della descrizione si seguirà un processo che, in modo schematico, mostra le fasi del lavoro etnografico. L'obiettivo non è la realizzazione solamente di una descrizione visuale: il linguaggio verbale e visuale sono insostituibili. Per questa ragione il lavoro mostrerà con immagini ciò che non si può dire a parole e dirà ciò che non può essere mostrato per immagini.

L'etnografia moderna non dovrebbe basare la raccolta dei dati esclusivamente nell'osservazione partecipante e nel diario di campo. E' necessario oramai considerare i mezzi degli audiovisivi come strumenti indispensabili per il lavoro etnografico. Dobbiamo superare il tempo in cui l'antropologo non disponeva di altri aiuti se non quello del quaderno, più tardi del registratore e infine della macchina fotografica.

 

Ma l'esperienza antropologica è prima di tutto un'esperienza umana. E se questa conoscenza può essere mediata dalla fotografia e dal cinema non va dimenticato che l'uomo è molto più di questi due linguaggi: è molto più complesso e sfuggente...e se l'uomo ha conoscenza di sé attraverso il suo fare esperienza è necessario che anche nel tempo della fruizione si allarghino gli orizzonti mediatici: dall'antropologia dei sensi all'antropologia performativa, dalle installazioni alla video-arte.

 

 

DOCENTE: Fabio Gemo - Antropologo visuale, regista (direttore Centro Studi sull'Etnodramma)

Ha condotto ricerche e prodotto documentari sugli aspetti performativi della religiosità popolare collaborando con diverse università in Europa, America Latina e Asia.

Nel 1995 è fondatore del C.S.E. Centro Studi sull'Etnodramma, nato con l'intento di coniugare antropologia e linguaggio estetico, ricerca e produzioni performative.

Conduce workshop di antropologia visuale e antropologia della performance in diversi centri di ricerca e università, italiane e straniere.

Dal 2007 è direttore dell'ETNOFILMfest Mostra del Cinema Documentario Etnografico.

Nel 2015 fonda e dirige ETNOFILM Scuola di Cinema Documentario Etnografico.

 

 

 

LA FOTOGRAFIA NELLA PRATICA ANTROPOLOGICA

Il modulo intenderà esplorare le potenzialità della tecnica visuale in quanto strumento della ricerca etnografica nella documentazione del paesaggio e delle persone. Il percorso formativo si articolerà in un'iniziale parte teorica sui seguenti argomenti:

- Introduzione all'antropologica visuale per evidenziare i diversi approcci metodologici che hanno storicamente contraddistinto la disciplina;

- Nozioni tecniche sulla fotografia e dell'uso del mezzo di ripresa con specifici riferimenti al lavoro sul campo (uso della luce, del colore, e della prospettiva, scrittura del diario visuale) per leggere e interpretare visualmente il paesaggio naturale, urbano e sociale;

- Esame di un progetto di ricerca visuale nei suoi aspetti tecnici e teorici, scelta della metodologia e strumentazione, finale organizzazione, archiviazione e presentazione dei dati visuali.

Seguirà un laboratorio di attività pratiche in cui i corsisti realizzeranno un progetto visuale sul campo facendo uso di "appunti fotografici", documentazioni visuali e scritte, e della tecnica di foto-elicitazione. Esercitazioni in sala serviranno per approfondire le tecniche di ripresa utilizzando diverse focali e le dinamiche del lavoro antropologico. Al termine del modulo, la proiezione e la lettura delle immagini dei lavori realizzati daranno spazio alla discussione e ulteriori approfondimenti sulla tecnica visuale.

 

 

DOCENTE: Donatella Davanzo - Antropologa visuale

Antropologa e fotografa, Donatella si specializza nello studio e documentazione della relazione comunità-territorio. Concentrando la sua ricerca e analisi visuale su aspetti sociali tradizionali legati alla spazialità, svolge ricerca e documenta villaggi nativi e sistemi di irrigazione del Sud-Ovest nordamericano.

In Italia, rivolge lo sguardo etnografico alle storie di vita veneziana di merlettaie, pescatori e danzatori di tango, collabora con l'associazione Ernesto De Martino. Alle documentazioni sul campo affianca attività didattica sulla fotografia, pubblicazioni ed esposizioni, e incarichi di fotogiornalismo. Attualmente rivolge la sua ricerca visuale al paesaggio urbano, tema della dissertazione di dottorato in American Studies presso l'Università del New Mexico.

 

 

 

CAMERA e FOTOGRAFIA

Nella fase di riprese di un documentario etnografico lo "sguardo", il punto di osservazione, il "framing" sono riferimenti essenziali, che contribuiscono all'efficacia delle immagini prodotte. Il modulo, attraverso la sperimentazione pratica, affronterà i concetti teorici di base e le nozioni tecniche essenziali al fine di poter ottenere un maggiore controllo dell'immagine e delle sue potenzialità espressive e comunicative.

Tra gli argomenti del corso:

Panoramica sugli strumenti di lavoro: l'attrezzatura di ripresa e i diversi formati video

La camera: gli obiettivi, l'esposizione, la profondità di campo, il fuoco

Il colore, la temperatura cromatica

La luce: naturale e artificiale, riprese in esterni e in interni

La composizione delle inquadrature, la linea direttrice, i movimenti di macchina, la macchina a spalla, l'uso di supporti di ripresa

Come organizzare il girato in previsione del montaggio

 

Il modulo si articolerà in momenti di lezione frontale alternati a momenti di pratica individuale e di gruppo. I corsisti avranno modo di misurarsi direttamente con la pratica della ripresa e delle tecniche di illuminazione, condividendo il proprio lavoro e analizzando insieme la maggiore o minore efficacia delle immagini realizzate. Si tratterà inoltre del delicato ruolo dell'operatore nel contesto del documentario etnografico.

 

 

DOCENTE: Alberto Gigante - Filmmaker e fotografo

Lavora nel settore dal 1998. Ha realizzato la fotografia di numerosi documentari e reportage di carattere sociale, antropologico e storico-contemporaneo in diversi paesi del mondo per conto di RAI, BBC, TVE, ZDF, ARTE'. Ha curato, inoltre, la fotografia di diversi cortometraggi di fiction, videoclip musicali e spot pubblicitari. Come autore, ha scritto, diretto e fotografato due documentari ("Tharaka", Kenya, 2007; "Cast-Lead-Piombo Fuso", Palestina, 2011) e tre cortometraggi di messa in scena, di cui l'ultimo, intitolato "Sabrina", ha vinto il premio "Giffoni Experience 2015" al Giffoni Film Festival. Oltre all'attività di filmmaker, tiene corsi di linguaggio cinematografico, fotografia, tecniche di ripresa e montaggio.

 

 

 

IL SUONO

Presa diretta

Poca teoria e molta pratica. Questo è l'unico modo per capire e superare le vere difficoltà della presa diretta.

Servendosi di sistemi di registrazione semplici ed adatti alla documentaristica, si lavorerà in parte congiuntamente alle riprese ed in parte in maniera totalmente autonoma. Nella parte congiunta alla fotografia si affronteranno le problematiche legate alla vera e propria presa diretta ossia garantire la massima "copertura sonora" alle immagini. Questa fase rappresenta lo scheletro sonoro del documentario e come tale dev'essere il più possibile completo.

Nella fase di riprese in autonomia, il percorso sarà quello di ascoltare liberamente, spaziano tra ambienti e suoni, voci e idee. Idee.. perché è ascoltando che ci si riuscirà ad immergere in quello che sarà di fatto l'ambientazione sonora.

Si affronteranno poi tematiche tecniche molto semplici su come gestire ciò che si è registrato nel processo di realizzazione del documentario, ossia nella consegna del materiale registrato al montaggio e su come archiviarlo per la fase del montaggio del suono.

 

Montaggio del suono

E' sicuramente la parte più creativa della lavorazione del suono. Non si tratta semplicemente di sistemare ed omogeneizzare il suono registrato durante la fase precedente. Non si tratta semplicemente di riuscire ad usare equalizzatori o altri strumenti per correggere eventuali problematiche sonore, ma si andrà a capire come il suono possa valorizzare le immagini o addirittura essere l'immagine di contorno al suono.

Si imparerà inoltre a preparare il lavoro per il mix.

Si lavorerà con software e hardware idonei al montaggio del suono.

 

Missaggio

Questa è la fase conclusiva della lavorazione del suono: si capirà come missare il lavoro fatto di modo da garantire l'omogeneità del suono, il bilanciamento tra musiche effetti e presa diretta lavorando secondo gli standard previsti per le proiezioni cinematografiche e/o televisive.

 

 

DOCENTE: Francesco Liotard - Fonico, Montatore suono

Nato a Bassano del Grappa nel 1972, inizia a lavorare come Video Assist e Assistente Operatore nel 1997

per diversi film prodotti da IpotesiCinema. Sempre nel 1997 inizia a collaborare con varie società di Trento

come assistente, per la realizzazione di servizi giornalistici.

Nel 2001 ha l'occasione di curare il suono de "Il Mestiere delle armi" di Ermanno Olmi, sia sul set che in fase post-produzione. Questo gli ha permesso di affrontare, con grande passione, il percorso cinematografico del suono.

Fonico di presa diretta con particolare attenzione alla qualità (sia tecnica che di ripresa) del suono con particolare riferimento all'impiego dell'asta.

Montatore del suono, con particolare attenzione alla pulizia della presa diretta (ed alla sua armonizzazione), all'integrazione di ambienti (con ambienti originali) ed alla riambientazione (partendo dalla presa diretta) del doppiaggio.

Nel 2014, fonico di presa diretta in "Torneranno i prati" di Ermanno Olmi

 

 

 

IL MONTAGGIO

Con questo modulo cercheremo di rispondere al seguente quesito: che cos’è il montaggio? A che cosa serve? In che modo si possono sfruttare al massimo le potenzialità espressive, narrative di un girato attraverso il suo montaggio?

 

Il corso si articolerà quindi in una parte pratica che metterà in condizioni gli alunni di dare una propria risposta concreta a questa domanda, e di una parte più teorica, volta a inquadrare e ricondurre la parte pratica all’interno di un percorso che orienti gli alunni a collocare anche la propria ricerca etnografica e le proprie scelte visive ed espressive all’interno di una tradizione cinematografica ed audiovisiva.

 

Nella parte pratica agli studenti verranno fornite nozioni essenziali che permettano loro di realizzare un breve documentario, attraverso le varie fasi del lavoro:

-organizzare e acquisire il girato

-analizzare e selezionare il materiale da montare ai fini delle scelte narrative

-strutturare sequenze e scene secondo la grammatica del montaggio

-come passare da un premontato alla versione definitiva del montaggio

-finalizzazione del master

 

Nella parte teorica come attività di sostegno all’analisi del linguaggio del montaggio verranno visionati spezzoni di film, in particolare di autori che hanno collocato il proprio lavoro nella tradizione documentaria o del cinema di realtà.

 

 

DOCENTE: Simone Cangelosi - Filmmaker / Montatore / Colorist

Nato a Pisa nel 1968, le sue prime esperienze sono con la pellicola, prima come fotografo e poi nel campo del cinema. Ha lavorato a lungo nel campo del restauro per la Cineteca di Bologna, occupandosi di vari aspetti tecnici, dalla stampa alla posa del negativo. Dalla fine degli anni Novanta ha affiancato anche il lavoro di filmmaker, lavorando come autore di documentari che vedono il reimpiego di materiali di archivio, sviluppando una particolare grammatica del montaggio, in cui repertorio e immagini girate oggi si mischiano nel racconto senza soluzione di continuità. Tra i suoi lavori: Dalla testa ai piedi (2007) presentato al Festival del Nuovo Cinema di Pesaro, e Una nobile rivoluzione (2014) prodotto da Kiné Soc. Coop., presentato al 30° Torino Film Festival nella sezione Italiana Doc, distribuito nelle sale italiane da Fondazione Cineteca di Bologna.

 

 

 

Oltre ai docenti ordinari, durante l'anno, sono previsti incontri con docenti esterni su diverse discipline inerenti al documentario etnografico:

 

Rodolfo Bisatti, Francesco De Melis, Luigi Di Gianni, Cecilia Mangini, Antonio Marazzi, Gianfranco Pannone

 

 

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